

Dopo alcuni viaggi in Africa, spinto dalla passione per la fotografia, ho iniziato a pensare che dovevo vivere il continente Africano in modo diverso. Non potevo solo ricevere, appropriarmi di tutte quelle emozioni – sensazioni – immagini, dovevo fare qualcosa per lui. Il mondo Africano è molto diverso dai lodge, dai villaggi, dai campi tendati creati per i safari e i turisti; questi danno sì un aiuto e fanno lavorare un’esigua porzione della popolazione locale. Quelli che lavorano nei parchi ci fanno conoscere e apprezzare gli animali e il loro modo di vivere, ma è solo una piccolissima parte.
La vera Africa è purtroppo, ancora oggi, sinonimo di povertà, di indigenza e di trascuratezza.
Ho contattato l’amico Daniele Schiavinato, il quale vive da 19 anni in Kenya, nel villaggio di Mujwa nella zona del distretto di Meru dove ha creato una falegnameria e aiuta e supporta la comunità locale. Ci siamo accordati e sono andato appositamente a trovarlo per capire come si poteva dar vita all’idea che avevo in mente. Come prima cosa abbiamo trovato una soluzione per dedicare una parte del mio tempo e della mia professione ai bambini con problemi di udito. All’interno della missione dei Padri della Consolata di Mujwa abbiamo a disposizione e adibito un locale a studio e laboratorio per applicare protesi acustiche ai bambini con difficoltà uditive. Daniele mi ha fatto visitare la comunità e verificare le condizioni di assoluta povertà e mancanza di istruzione in cui vivono la maggior parte dei bambini. Mi ha fatto capire che la primaria urgenza su cui bisogna lavorare è l’alfabetizzazione e istruzione generale dei piccoli, per dare modo a un numero sempre maggiore di persone nel futuro di poter essere loro stessi a creare cultura, lavoro e quindi autonomia economica.
Daniele mi ha riempito di dati di immagini di informazioni che quando sono arrivato a casa ho cominciato solo a chiedermi chi poteva seguirmi in questo progetto, ho trovato subito in mio fratello Andrea il primo entusiastico riscontro, poi parlandone si è reso disponibile Claudio Cecchetto e l’amico Fabio Callegari che visto la sua attività è anche la persona che si è occupato della stesura dello statuto e i vari passaggi burocratici e che nel futuro continuerà compatibilmente con il tempo a disposizione a seguire l’aspetto amministrativo, anche perché dobbiamo ricordare che tutto il lavoro che viene svolto da tutti i soci - consiglieri - vice presidente e presidente è assolutamente di volontariato e quindi gratuito. Noi quattro abbiamo costituito l’associazione AVCI Onlus. Da quel momento si sono associate altre persone, si è formato il consiglio e completato l’espletamento delle altre parti burocratiche e finalmente a marzo 2007 l’iscrizione al registro delle Onlus, aspetto molto importante perché mette in condizioni chi fa donazioni o adozioni a distanza di poter detrarre l’importo dal proprio reddito, sia come persona fisica che come azienda/società e anche di poter destinare nella denuncia dei redditi il cinque per mille alla nostra associazione. E’ stato deciso, ed è riportato nell’atto costitutivo, che l’associazione non abbia nessun indirizzo ne politico ne religioso, questo chiaramente per poter contare sull’aiuto di tutti senza nessuna prevaricazione, credo che per fare un buon volontariato non sia necessario avere un colore particolare di maglietta o di bandiera, l’importante è la volontà di mettersi a disposizione anche con il poco tempo di cui disponiamo per aiutarci ad aiutare. Il gruppo si estenderà per il momento tra le provincie di Treviso – Belluno e Venezia.
In questa prima fase, abbiamo deciso di dirigere i nostri intenti verso il Kenya partendo da alcune altre informazioni. Sappiamo che il Governo Keniota, mette a disposizione gli insegnanti, ma non le strutture; dove sono insediate delle comunità molto povere, ci troviamo sempre di fronte alla quasi totale mancanza di luoghi per l’istruzione o ad aule comunque fatiscenti. Ci si imbatte in realtà con difficili situazioni familiari, con molti bambini orfani, con mamme nubili o con il padre, che ha abbandonato la famiglia per spostarsi nei centri abitati più sviluppati in cerca di fortuna e molte volte non rientra più in famiglia. Questa situazione e comunque la povertà generale, fà si che la maggior parte delle famiglie non abbia nessun reddito e moltissimi bambini non abbiano di che mangiare. Abbiamo riscontrato nei nostri viaggi, che il motivo più importante che spinge la famiglia a mandare il bimbo all’asilo e alla scuola è inizialmente la possibilità di assicurare un pasto al giorno ai loro figli. Dove esiste la possibilità di avere una cucina, e quindi di fornire il pasto, i bambini frequentano con tranquillità la scuola. La costruzione e il mantenimento delle strutture ricettive scolastiche per i bambini è una nostra priorità.
Stefano Bortoletto

Con l'adozione a distanza vogliamo intervenire a favore dei bambini e delle loro scuole in aree disagiate, in modo tale da garantire loro la frequentazione scolastica, l'istruzione, un minimo di vestiario, dei libri di testo e soprattutto dei pasti giornalieri. il sistema dell’adozione a distanza ci permette di offrire un supporto economico continuativo intendiamo quindi procedere costruendo in primis le strutture ricettive per i bambini dove, con la quota annuale dello sponsor si garantisce, per la maggior parte dell’importo, il mantenimento del percorso scolastico del bambino: almeno un pasto giornaliero, il vestiario composto normalmente dal completo della scuola, e un minimo di materiale di cancelleria. Una parte della quota sponsor verrà accantonata e destinata alla realizzazione o ripristino di strutture scolastiche e di progetti legati alle necessità della scuola stessa, la quota da noi richiesta annualmente per l’adozione a distanza è di 150.00 euro…… di cui 115.00 denominata come quota bimbo, i quali serviranno non solo per il singolo ma comunque per la classe, logicamente in un aula di asilo non si può dare da mangiare solo al bimbo con lo sponsor, ma potranno usufruire del cibo tutta la classe. I restanti 35 euro restano a disposizione per operare nella loro struttura di riferimento in base alle necessità.
ADOZIONI A DISTANZA
Le adozioni a distanza effettuate tramite la nostra associazione, sono fiscalmente deducibili dal reddito di persona fisica o di società.
I pagamenti possono essere eseguiti con bonifico bancario, assegno bancario e devono riportare:
Adozione a distanza A.V.C.I. ONLUS c.f. 94111430263
Ricordiamo anche la possibilità di sostenerci con la donazione del 5 x Mille
Puoi anche aiutare i Bambini e le nostre iniziative destinando il 5 per mille dell'IRPEF alla nostra Associazione. Il 5 per mille non sostituisce l'8 per mille (destinato alle confessioni religiose) e non costa nulla per il cittadino contribuente. È una quota di imposte a cui lo Stato rinuncia per destinarla alle organizzazioni no-profit come l'A.V.C.I. Onlus per sostenere le loro attività.
Ecco cosa devi fare:
1) Firma nel riquadro dedicato alle onlus
2) Riporta il codice fiscale dell'Associazione A.V.C.I. Onlus - c.f. 94111430263

Villaggio di Karii
Dalla segnalazione dell’amico Daniele Schiavinato e valutata la situazione esistente abbiamo preso in carico la scuola di Karii, Mujwa . Il villaggio si trova a circa 12 km da Mujwa ed è situato in una conca a circa 200 mt di dislivello. La valle è praticamente chiusa e non permette facili spostamenti verso il vicino villaggio di Nkubu e tantomeno verso la città di Meru. Per questo motivo gli abitanti del villaggio sono isolati e vivono per la maggior parte dei propri prodotti agricoli. Dalle informazioni avute ci sono circa 300 famiglie sparse nella boscaglia e tra i bananeti della valle, nelle quali si trovano non meno di 500 bambini in età scolare (la stima è sicuramente per difetto in quanto le famiglie hanno normalmente minimo due figli. La situazione scuola è quindi piuttosto grave. In questo momento non esiste una vera e propria struttura per la scuola, vi è una ragazza che ha portato a termine gli studi in una Secondary School la quale si è presa l’incarico di insegnare ai bambini della nursery. Non riceve stipendio ma viene pagata dalle famiglie dei 14 bimbi con prodotti della terra.
Esiste nell’unica area pianeggiante una costruzione piuttosto grande destinata momentaneamente a Chiesa. In accordo con padre Rituerto (responsabile Consolata di Mujwa) si è deciso di dividere la sala per ospitare una prima classe e precisamente la nursery (asilo). Abbiamo stabilito i primi lavori, compresa l’apertura di una porta laterale, il completamento del rivestimento in legno e il trattamento con impregnante nella parte superiore. In una seconda visita abbiamo fatto le prime foto ai 14 bimbi che erano presenti il giorno che ci siamo recati alla scuola per preparare le schede di adozione. Sono stati definiti con Daniele i nuovi lavori per proseguire la scuola di Karii – Stabilito il punto di partenza della prima classe e tracciato il perimetro dove verranno costruite le altre classi. Abbiamo definito il punto per la costruzione dei bagni. A fianco della porta d’entrata della nursery faremo sistemare una base già parzialmente esistente dove si potrà creare un ufficio o la stanza per far dormire l’insegnante. Nella parte opposta abbiamo un’altra base dove prepareremo una tettoia per creare una piccola cucina.
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Karii, la chiesa è stata divisa per e la nursery
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Karii, a destra la costruzione aggiunta per la prima classe |
Villaggio di Mujwa
Abbiamo iniziato i nostri interventi con l’aiuto ad una scuola in Kenya: si tratta della scuola di Kieni che si trova nel villaggio di Mujwa - paese di Nkubu nel distretto di Meru. E’ una scuola molto povera che ci è stata indicata dal nostro referente locale, che opera come laico presso la missione della Consolata a Mujwa, e alla quale verrà dato un sostegno continuativo anche nei prossimi anni.
La scuola ha diversi anni, le strutture sono in legno, con assi verticali come chiusure laterali (con notevole spazio tra un asse e l’altra) e lamiere per tetto. All’interno delle aule c’è la nuda terra, anche se in alcune, con l’aiuto di un gruppo di volontari, è stata fatta almeno una gettata di cemento. In questa scuola ci sono circa 200 bambini, e per il momento solo 48 fanno parte del nostro progetto di adozione a distanza. Quando abbiamo visitato la scuola per la prima volta, esisteva una baracca foto 1 , 2 , 3 - che veniva utilizzata come cucina, viste le condizioni abbiamo deciso subito di provvedere alla realizzazione della cucina, con sala refettorio per 30/35 bimbi, area cottura e stanza per il deposito delle provviste alimentari foto 4, 5, 6. Nella stessa scuola si sta per dare inizio anche alla costruzione della classe ottava.
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Cucina vecchia |
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Nuova cucina |

A.V.C.I. Onlus
Associazione Volontari Cooperazione Internazionale
Via Bosco della Serraglia 8
31030 Dosson di Casier TV
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TEL: 041.5349467 (Stefano Bortoletto c/o L'UDITO)
CELL. 329.6720098 (Stefano Bortoletto)
CELL. 349.2221699 (Andrea Bortoletto)